Bolivia. Cochabamba. Casa principale della missione delle suore Rosarie nella regione Andina, a 2500 metri di altitudine.
E’ sera e ci apprestiamo a preparare la jeep per la mattina successiva. In progetto, una bella gita in “alta” montagna.
La notte trascorre tranquilla e all’alba siamo già tutti in piedi, pronti a partire. Finiamo di sistemare la jeep caricando le ultime borse e gli innumerevoli pacchi e finalmente, dopo una veloce colazione, imbocchiamo la strada verso Charahuayto, piccola comunità dislocata sulle Ande boliviane nell’estesa provincia di Cochabamba.
Lì, a Charahuayto, le “suore Rosarie” hanno operato per vari anni, abitando nella piccola casa della comunità e adoperandosi per i bambini, fino a realizzare con il sostegno di tanti benefattori, una scuola per tutti i ragazzi del paese e delle comunità vicine.
Portiamo con noi due sorelle adolescenti, di cui una con un neonato di pochi giorni. Ci accompagneranno nel nostro viaggio fino alla destinazione prevista. Loro poi proseguiranno a piedi.

Sappiamo che ci aspettano almeno sei ore di strada, quindi ci rilassiamo e scherziamo chiacchierando con l’autista.
Trascorrono così velocemente un paio d’ore. La strada asfaltata che abbiamo così comodamente percorso ad un certo punto finisce dietro ad un bivio. Ne inizia un’altra, questa volta non asfaltata e neppure tanto larga, si direbbe ad un’unica corsia.
La velocità di marcia, già inizialmente bassa, flette ulteriormente. Si procede a passo d’uomo tanto che una persona dalla camminata veloce potrebbe superarci con facilità. Ma siamo ormai a 4000 metri di altitudine e il motore della jeep fa quello può.
Intanto, a destra della già stretta ed unica corsia, la scarpata si fa sempre più alta e troppo spesso parte delle ruote esterne oscillano pericolosamente nel vuoto.
